I stigghiola

Se vi trovate in giro per i vicoli palermitani  pressappoco all’ora del tè britannico, vi può capitare di essere invasi da un fenomeno nebbioso tutto palermitano, non temete, la nebbia a Palermo può significare una sola cosa: cca in giru c’è u stigghiularu ca v’attira sulu sulu c’u ciavuru senza bisuognu r’abbanniari! (Che  lì vicino c’è un venditore ambulante di stigghiole che senza bisogno di dire nulla ti attrae col solo profumo).

I stigghiola, tradizionale cibo da strada, altro non sono che intestini di vitello o agnello sapientemente intrecciati su una stecca o avvolti intorno ad una cipollina e cotte ad arte sul braciere a fuoco lento, condite con sale e limone e servite calde e fumanti, accompagnate preferibilmente da un bel bicchiere di vino rosso, un piacere assoluto al quale è impossibile sottrarsi. L’odore inebriante è un richiamo irresistibile e inconfondibile!

I stigghiola sono protagoniste anche nella versione domestica delle arrustute (grigliate), diciamo che il palermitano s’ava addumari a rarigghia a prima cosa c’hannu a essiri i stigghiola va sinnó un c’avi piaciri (se il palermitano deve accendere il braciere è meglio che ci siano anche le stigghiole se no non c’è piacere).

Come si preparano: Il mio consiglio se volete prepararle a casa è di acquistarle dal macellaio di fiducia. I stigghiola devono essere ben pulite, trattandosi di intestini, e i nostri macellai sono veri artisti dell’intreccio. Diffidate di chi non è del mestiere se non volete correre il rischio ca vi impaccanu stigghiola ri cani! (Vi danno roba di pessima qualità o di dubbia provenienza animale). I stigghiola vanno avvolte tutte intorno ad un gambo di cipollina e prezzemolo e cotte sulla brace a fuoco lento in 2 tempi, una prima rosolata per farle dorare, vanno lasciate riposare un po’, e, al momento di mangiarle, si rimettono sul fuoco lento e si cuociono fino a che non risultino ben abbrustolite. Infine si tagliano, si aggiunge sale e limone e si mancianu cavuri cavuri!

stigghiola-CucinadiSicilia

Ricetta di Lidia Rappa
Foto: Roberta Di Nicola

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