Aprili non livari e non mittiri, maiu comu vaiu vaiu

Aprili non livari e non mittiri, maiu comu vaiu vaiu
Aprile non levare e non mettere, maggio come vado vado

La primavera, si sa, è la stagione più soggetta a variazioni climatiche. Quando arriva, in Sicilia si dice che è giunto “u tempu dei mali vistuti” (il tempo dei malvestiti), perché non si sa mai cosa indossare e il “look” ne risente. I ragazzi, poi, sono i più impazienti, perché non vedono l’ora di riporre i pesanti maglioni di lana e gli ingombranti giubbotti imbottiti, completi di cappuccio, e sfoggiare allegre magliette smanicate e pantaloncini corti.

Ma la saggezza popolare ci suggerisce di mantenere un abbigliamento invariato per tutto aprile ed aspettare maggio per andare in giro come vogliamo.

Tuttavia, gli abitanti di alcune località del catanese apportano una variazione al proverbio, dicendo: Aprili non livari e non mittiri, maggiu vacci adaggiu. È vero che la prudenza non è mai troppa, ma non esageriamo!

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